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    16/11/2009

    e io non voglio nessuno intorno che stia vicino a me solo per pieta'...

    Un guerriero non si accompagna a chi vuole fargli del male. Nè tanto meno viene visto in compagnia di coloro che desiderano "consolarlo". Evita chi gli sta accanto solo in caso di sconfitta: questi falsi amici vogliono dimostrare che la debolezza ricompensa. Portano sempre cattive notizie. Tentano sempre di distruggere la fiducia del guerriero, sotto il mantello della "solidarietà".
    Quando lo vedono ferito, si sciolgono in lacrime, ma in fondo al cuore sono contenti perchè il guerriero ha perduto la battaglia. Non capiscono che questo fa parte del combattimento.
    I veri compagni di un guerriero sono sempre al suo fianco, nei momenti difficili e in quelli favorevoli.
    (Paulo Coelho)

    17/10/2009

    Alice e il paese delle Meraviglie

    Alice: "Volevo solo chiederti che strada devo prendere"
    Stregatto: "Beh, tutto dipende da dove vuoi andare"
    Alice: "Beh non ha importanza dove andare basta che sia via da qui"
    Stregatto: "Allora non ha importanza che strada prendi"





    05/09/2009

    Rischi*

    Ma ci sono confini che è decisamente troppo pericoloso varcare.
     Però una cosa la so:  se sei pronto a correre il rischio, la vita dall’altra parte è spettacolare



    02/09/2009

    ..secondo i suoi tempi....

    E ogni volta mi rammenterà che io sono intera, e che l'Amore nel mio cuore crea l'Amore nella mia vita, e che ogni cosa sarà come deve essere quando sarà giusto che sia, perchè avviene quando deve avvenire, secondo i suoi tempi.



    La principessa che credeva nelle favole
    Marcia Grad

    23/08/2009

    "Ma sai bene che quando l'amore si spegne è più freddo della morte. Il problema è che le due parti in causa non si spengono contemporaneamente e quando sei la parte ancora accesa preferiresti essere morto."

    "[...]Da quando avevo visto <<il fiume che scorre profonodo>> c'era un'idea che mi ronzava in testa, cioè che magari non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve. Secondo me amare una persona è forse più facile che capirla, ma molto più pericoloso, perchè l'amore fa sempre male.
    Si può cercare di capire qualcuno, ma non si può cercare di amarlo. L'amore nasce involontario. L'amore può aumentare o diminuire fino a sfumare del tutto, ma non si può imporre.
    A volte ci piacerebbe amare una certa persona, possiamo addirittura dire che quella persona ha tutte le qualità perchè ci innamoriamo di lei, ma questo non accade.
    Con uno sforzo più o meno grande ci si abitua a chiunque, ma abituarsi non è amore.
    Non so se le mie idee sono giuste oppure assurde, ma tendo a credere che l'amore esiste, che è un'invenzione dell'uomo e che ora è fuori controllo.
    L'amore più stupido e delirante è quello di una madre per il figlio, ma almeno ha un fondamento biologico.
    Il fatto che incontri una sconosciuta e poco dopo daresti la vita per lei, mi sembra inspiegabile.
    Monica si era chiusa in un motel con me, mentre il suo fidanzato passava la notte in ospedale.[...]
    Se analizzo a fondo la cosa, lei aveva più di quanto potessi sognare e credo che quello fosse il problema: per amare qualcuno, quel qualcuno deve avere quanto basta. Un pò meno è insufficiente. Un pò di più rovina tutto.
    Questo accade perchè amare è un'arte simile a quella della buona tavola: un piatto che non è fatto come si deve può placare l'appetito ma non soddisfa il gusto.
    C'è gente che mangia per riempirsi  la pancia e questi possono vivere senza amore ma non senza compagnia.
    Altri morirebbero di fame piuttosto che accettare una pietanza cucinata in qualche modo. Questi ultimi saranno eterni solitari a meno che non trovino la giusta misura.
    Quando si pensa all'amore le idee non hanno consistenza e forse è questo il motivo per cui i grandi filosofi hanno eluso l'argomento, ma per quanto stucchevole è ovvio che la nostra piccola vita gira intorno a qualcuno che ha fatto di noi degli idioti felici o dei saggi pieni di risentimento [...]".

     
     

                      Medina Reyes Efraim

    17/08/2009

    Significa che c’è.

    “…ma tu allora cosa vorresti trovare in un uomo?”
    “Ma che ne so… vorrei un uomo con cui stare bene. Un uomo seduto al mio fianco quando sono al cinema o al ristorante, o su un pullman. Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle prospettive… Mi sono rotta degli uomini bambini… Vorrei uno che mi piace e vorrei poterglielo dire senza che mi faccia sentire che gli sto troppo addosso. Vorrei un uomo che con la stessa serenità mi cerchi quando non lo cerco io. E poi soprattutto vorrei un uomo che c’è.”
    “Che vuol dire?”
    “Io so cosa intendo, anche se non riesco a spiegarlo. Un uomo che c’è. E’ uno sguardo. Uno sguardo dietro a tutto. E’ un modo di guardarti in silenzio che significa tutto per me.
    Significa che c’è.”


    Il giorno in più - Fabio Volo

    21/07/2009

    ....Non puoi dire che la colpa è della torta, è solo che nessuno la vuole"*

    *A volte ci si può sentire come quelle crostate di mirtilli
    rimaste intatte in tarda serata, alla chiusura del cafè,
    perché nessuno, inspiegabilmente, le ha volute.

    "Non c'è niente che non va nella crostata di mirtilli,
    è solo che la gente sceglie altro.
    Non puoi dire che la colpa è della torta, è solo che nessuno la vuole"*





    27/06/2009

    ● Come se fosse la prima volta

    Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.

    Salirò sul primo autobus che passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me. Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del filo e cerca cosí di fugare la solitudine.

    Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia vita.

    Indosserò una camicia che sono solito usare sempre, ma per la prima volta presterò attenzione alla sua etichetta, a come è stata cucita, e cercherò di immaginare le mani che l’hanno disegnata e le macchine che hanno trasformato quel disegno in qualcosa di materiale, di visibile.

    E persino le cose alle quali sono abituato – come l’arco e le frecce, la tazzina del caffè, gli stivali che si sono trasformati in un’estensione dei miei piedi dopo tanto uso – si rivestiranno del mistero della scoperta. Che tutto ciò che la mia mano toccherà, che i miei occhi vedranno, che la mia bocca proverà sia diverso ora, anche se per molti anni è stato uguale. Cosí, tutto ciò cesserà di essere una natura morta e comincerà a trasmettermi il segreto di aver trascorso con me tanto tempo e manifesterà il miracolo di un nuovo incontro con certe emozioni che si erano ormai logorate con la routine.

    Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli. Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.

    A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un dio irato è molto piú intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico.

    E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti piú semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando.

    E cosí rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo .

    P.Coelho (L)



    21/06/2009

    Il paradosso del nostro tempo..

    Il paradosso del nostro tempo nella storia è
    che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse,
    autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
    Spendiamo di più, ma abbiamo meno,
    comperiamo di più, ma godiamo meno.
    Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole,
    più comodità, ma meno tempo.
    Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso,
    più conoscenza, ma meno giudizio,
    più esperti, e ancor più problemi,
    più medicine, ma meno benessere.

    Beviamo troppo, fumiamo troppo,
    spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco,
    guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo,
    facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi,
    vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.

    Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà,
    ma ridotto i nostri valori.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco
    e odiamo troppo spesso.

    Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere,
    ma non come vivere.
    Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
    Siamo andati e tornati dalla Luna,
    ma non riusciamo ad attraversare la strada
    per incontrare un nuovo vicino di casa.
    Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
    Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
    Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
    Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.

    Scriviamo di più, ma impariamo meno.
    Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.
    Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
    Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni,
    per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.

    Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,
    grandi uomini e piccoli caratteri,
    ricchi profitti e povere relazioni.

    Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi,
    case più belle ma f amiglie distrutte.

    Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
    della moralità a perdere, delle relazioni di una notte,
    dei corpi sovrappeso e delle pillole
    che possono farti fare di tutto,
    dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.

    E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina
    e niente in magazzino.



    La Vita non si misura da quanti respiri facciamo,
    ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

     

    19/06/2009

    COME GLIELO DICI?

    Come si fa?
    Come glielo dici, a una donna così,
    quello che devi dirle,
    con le sue mani addosso e la sua pelle,
    la pelle.
    Come glielo dici a una ragazzina così,
    quello che lei sa già e che pure bisognerà che ascolti,
    le parole,una dopo l'altra,
    che puoi anche sapere ma devi ascoltare, prima o poi,
    qualcuno deve dirle e tu ascoltarle,
    lei,
    ascoltarle,
    quella ragazzina che dice:
     
    "Hai degli occhi che non ti ho visto mai"
    E poi:
    "Se solo tu volessi, potresti salvarti"
     
    Come glielo dici, a una donna così,
    che tu vorresti salvarti,
    e ancora di più vorresti salvare lei con te,
    e non fare altro che salvarla,
    e salvarti,
    tutta una vita,
    ma non si può,
    ognuno ha il suo viaggio, da fare,
    e tra le braccia di una donna si finisce facendo strade contorte,
    che neanche tanto capisci tu,
    e al momento buono non le puoi raccontare, non hai le parole per farlo
    parole che ci stiano bene, lì, tra quei baci e sulla pelle,
    parole giuste,
    non ce n'è,
    hai un bel cercarle in quel che sei e in quel che hai sentito, non le trovi,
    hanno sempre una musica sbagliata, è la musica che gli manca
    lì, tra quei baci e sulla pelle,
    è una questione di musica.
    Così poi dici una cosa, ma è una miseria.
    "Elisewin, io non sarò mai più salvo."
     
    Come glielo dici, a un uomo così,
    che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa
    e tra le sue carezze voglio fargli capire che il destino non è una catena ma un volo,
    e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare,
    e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa,
    se solo lui potesse, davvero, davvero, ascoltarmi.
    Come glielo dici, a un uomo così, che ti sta perdendo?



     
    - Oceano mare -


    20/05/2009

    ilsoleesistepertutti


     VENTIMAGGIODUEMILANOVE 

    'Tu che pensi solamente spinta dall'affetto
    e non ne vuoi sapere di battaglie d'odio di ripicche e di rancore
    e t'intenerisci ad ogni mio difetto
    tu che ridi solamente insieme a me
    insieme a chi sa ridere,ma ridere di cuore
    tu che ti metti da parte sempre troppo spesso
     che mi vuoi bene più di quanto faccia con me stesso'


    12/05/2009

    Io ho la sindrome di Brontolo

     DodiciMaggioDuemilaNove 



    " «... Mi hai parlato di quel libro, mi ha incuriosito... dice altre cose?»
    «Beh, sì... c'è un capitolo sulla sindrome di Brontolo.»
    «Scusa...?»
    «L'autore ha fatto numerose indagini, in tutto il paese. È andato in giro per anni chiedendo ai passanti per strada di nominare uno a uno i sette nani.»
    «E...?»
    «È venuto fuori che i nani, per la maggior parte delle persone, sono sei.»
    «Come sarebbe sono sei?!»
    «Tutti si dimenticano lo stesso nano.»
    «Quale?»
    «E no, provi a elencarli.»
    «Dunque... Pisolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo... Brontolo, l'ha detto lei... il capo, come si chiama... Dotto.»
    «Vede?» Lei, felice, gli mostra tutte le dita della mano destra, più una della sinistra. «Sono sei, ne manca uno.»
    «Eh, ma quale?»
    «La cosa incredibile è che tutti dimenticano lo stesso nano. E badi bene che è un nano chiassoso, non poco incisivo come il timido Mammolo. Sa perché tutti ricordano gli altri?»
    Pausa a effetto.
    «Perché la cosa che li caratterizza è un difetto. Pisolo dorme, Eolo starnutisce, Brontolo non ne parliamo proprio, Cucciolo è muto, Mammolo è timido, Dotto come lei ha detto giustamente è il capo. Sembrerebbe un pregio, di fatto chiunque abbia avuto un capo concorderà nel fatto che Dotto è un personaggio noioso.»
    «E il nano che manca, dunque, è caratterizzato da un pregio?»
    «Sì, è l'unico nano allegro. E la gente non lo ricorda. Non lo trova tristissimo? Ricordiamo più facilmente i difetti delle persone. Oppure, se preferisce, ricordiamo più facilmente le persone per i loro difetti. È terribile. Posso avere dell'acqua?» e poi ancora: «Ricordiamo i loro difetti, abbiamo la sindrome di Brontolo. Brontolo non fa che notare le cose che non vanno e non si accorge di altro. Brontolo non coglie le occasioni»".



    ("La sindrome di Brontolo" - Stefano Bollani)


    09/05/2009

    ~ SembrareUnaConchigliaRottaDopoLoSpaventoDell'Onda.

      NoveMaggioDuemilaNove 

    "I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero.
    La memoria, nell'affievolirsi, li allenta;
    e, nonostante l'illusione di cui vorremmo essere le vittime,
    e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere,
    inganniamo gli altri, noi viviamo soli.

    L'uomo e' l'essere che non può uscire da se',
    che non conosce gli altri se non in se medesimo,
    e che, se dice il contrario,
    mentisce."





    Ci sono persone capaci di sottrarti a te stessa.
    Ti attraversano, ti scavano, ti cambiano.
    Col sorriso fra le guance e ogni mancanza di riguardo nel petto.

    Persone che sono incisioni e che a ogni taglio ti scolpiscono un cuore nuovo.
    22/04/2009

    There are days where I would love to be [somebody else].

    *Gli saliva da dentro una tristezza antica
    e sapeva che non doveva lasciarla arrivare
    dove avrebbe cominciato [ a fare male davvero ].
    *




    [A. Baricco, Castelli di rabbia]

    sarà il tempo..saranno i pensieri... e ciò che non ho che mi sembra immenso e irraggiugibile!
    03/04/2009

    Ciò che AMORE non è.... non fa parte di me!

    Stavo pensando a come la vita
    ti sorprende,
    a quando desideri fortemente qualcosa quando non ce l'hai
    e quando poi torna da te
    non la vuoi più.

     

     


    11/03/2009

    *SENZA VOCE..

    E' sempre la solita giostra.
    IO SPETTATRICE E LEI PROTAGONISTA.
    Fatemi scendere.

    03/02/2009

    IConfini,QuelliCheTracciePoiSvaniscono*

     
     
     
    "I [confini] non tengono [lontani] gli [altri]."  
     
     

    [Grey's Anatomy, Il Primo Taglio E' Il Peggiore]

     
     

    23/01/2009

    F i n a l m e n t e *

     

    "E' impossibile sopravvivere in uno stato prolungato di realtà,
    almeno per un essere umano.
    Passiamo buona parte della nostra vita
    a
    sognare,
    soprattutto quando siamo svegli "


    ----------------
    Il Gioco Dell'Angelo - Carlos Ruiz Zafòn

     
     
    Finalmente è uscito il Sole
     

    21/01/2009

    AmodoSuo..meravigliosaVita*

     

     

    La vita è sostanzialmente
    incoerente
     e
     la prevedibilità dei fatti
    una illusoria consolazione
     
     

     

    Ognuno ha il mondo che si merita.
    Io forse ho capito che il mio
    è questo qua.
    Ha di strano che è normale.
     
     
    ...quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
    Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
    non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
    quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente
    che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
    e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
    sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
    ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l'allegria addosso..
    .non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
    a modo suo..... meravigliosa 
    vita ...

     

     

    Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia


     

     

    ..ed aspettare..

     

    16/01/2009

    ℮ grida fort℮ cosa s℮nti..

     

     

    Lasciami sognare
    Lasciami dimenticare
    Lasciami incominciare a camminare
    A passi più decisi
    E Fammi immaginare quanto ancora c’ho da fare
    Forse crescere e peccare
    Quanto ancora ho da amare
    Quanto ancora ho da amare

     

    immobile